Il Coaching Familiare dalle parole di Josè Luis Gàmez, senior life coach

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  • Incontro con Josè Luis Gàmez
In partnership con International Coaching Center e con il patrocinio di Istituto IASECEF Siglo 21, al centro di formazione Cesfor, dal 20 al 24 Ottobre 2014, si è tenuto il Seminario di Psico-coaching familiare condotto da Josè Luis Gàmez, a cui hanno partecipato alcune socie della Cooperativa sociale Artisticamente Onlus per un ulteriore approfondimento delle tecniche di tale  modello e della sua applicazione nello specifico e delicato ambito familiare. Il seminario era rivolto a tutti coloro fossero interessati al coaching e all’applicazione delle sue tecniche nelle professioni di supporto alla famiglia. 
Josè Luis Gàmez, docente e relatore del seminario, è Senior Life Coach presso l’International Coaching Center, che ha sede a Malaga in Spagna, a Buenos Aires in Argentina e a Milano in Italia, dove collabora con l’Istituto Alti Studi Europeo. Josè Luis Gamez è affiliato alla International Coach Federation e membro del Consiglio di AEAPro International. Adotta ed è promotore del metodo ITLC®, Inspirational Tripartite Life Coaching, metodo di ricerca di nuove direzioni e scopi nella vita. 
 
Come spiegherebbe cos’è il Coaching Familiare?
Per spiegare cos'è il Coaching Familiare, in che cosa consiste, devo riprendere per forza il significato del Coaching.
Il Coaching si propone come un viaggio, un processo che parte da “Momento 1” (M1) e conclude su “Momento 2” (M2- momento desiderato o soluzione del problema).
Il Life Coach è colui che valuta, dirige e adegua il processo di aiuto affinché il coachee percorra il tragitto da M1 a M2 realizzando dei cambiamenti a livello personale, impegnandosi con il coaching in sé e per sé e, soprattutto, raggiungendo la tappa finale, ovvero il progetto per il futuro. Il Life Coaching sostiene che chi ha osato uscire dalla “zona di comfort” e ha iniziato un viaggio di espansione, sicuramente potrà ridefinire la sua vita.
Questa è l'essenza che si prende in considerazione per il Coaching Familiare. I coachee sono i membri della famiglia, l'M1 è il punto di partenza e l'M2 il desiderio di cambiare o risolvere i conflitti di famiglia. Il Life Coach aiuterà la famiglia a giungere all'accordo di affrontare un processo di cambiamento e partecipare per lavorare nel minor tempo possibile.
 
 
Quali sono le situazioni in cui il Coaching Familiare ha più efficacia? Quali sono i punti di forza di questo tipo di intervento?
Il Coaching Familiare sta seguendo un processo di valutazione negli Stati Uniti, Spagna, Argentina e adesso in Italia. Sicuramente si uniranno i professionisti di altre discipline che ricevono le novità sui progressi che si ottengono. 
In questo senso i punti di forza del Coaching Familiare potrebbero essere definiti come segue:
 
a) il Coaching familiare è un processo di sessioni di gruppo e individuali che rendono possibile capire il problema familiare;
b) siccome il Coaching è molto generativo, il Life Coach lavora affinché i membri della famiglia si esprimano e partecipino sin dall'inizio, coinvolgendo tutti per risolvere i conflitti;
c) si può sperimentare un avvicinamento in modo veloce, perché il metodo tripartito di coaching ontologico prevede una messa in discussione sulle emozioni, i pensieri e le preoccupazioni fondamentali di ogni membro della famiglia;
d) il Life Coach, tuttavia, non condivide i problemi delle sessioni individuali con il resto dei membri ed è competente a formulare le domande circa i blocchi che scatenano il problema familiare;
e) il Coaching familiare è altamente coinvolgente, infatti concede a ogni membro alta libertà di espressione, rispettando i diritti assertivi di comunicazione, con i quali si lavora ogni giorno.
Tutto questo rende il Coaching familiare una disciplina fondamentale per risolvere i conflitti familiari (lotta di potere, istigazione e abuso psichico, abuso economico, mancata comunicazione e dialogo familiare, assunzione di ruoli e tanto altro), e noi siamo testimoni della sua efficacia qui in Spagna.
 
Che tipo di coinvolgimento viene chiesto alla famiglia?
La famiglia deve accompagnare il processo in modo responsabile. Cioè il Life Coach lavora sin dal primo momento sull'accordo di responsabilità delle parti, spiegando la modalità di lavoro, le cose che si tratteranno e lo spazio che si offrirà a ciascun membro, uno spazio aperto di possibilità, tutte da esplorare, proprio come un viaggio.
 
Quali sono le difficoltà che si incontrano con le famiglie?
Considerando che ogni persona è un “mondo”; lo è anche una famiglia. Ciascuna famiglia ha un suo “linguaggio particolare”, un mondo diverso rispetto a quello dei vicini, famiglia anche loro. Le difficoltà che incontra un Coach Familiare sono diverse e dipendono dalla famiglia: genitori assenti, mancata comunicazione, parziale o totale, fra i membri, alleanze tra di loro, rancore.. è un elenco infinito.
 
Perché una famiglia, con tante possibilità di scelta tra vari professionisti, dovrebbe scegliere l’aiuto di un Coach Familiare?
Il Coach Familiare non sostituisce le altre figure professionali, dato che si pensa che lo psicologo, pedagogista, assistente sociale o counselor possono introdurre la formazione di coaching nella professione per offrire alle famiglie un processo di breve durata, più efficace e fondamentalmente più aperto.
 
Quanto è conosciuto e diffuso il Coaching Familiare? 
In alcuni Paesi è iniziato da parecchio tempo, come in alcuni Stati degli USA e in Argentina. Il servizio parte dall'Operatore Sociale: tale figura spesso si ritrova a lavorare con famiglie in conflitto, portandole a fare un cambiamento nel minor tempo possibile. In Spagna, Porto Rico, la figura del Coach Familiare sta iniziando ad assumere il ruolo di “aiutante”, lontano da quello che negli anni Novanta presentavano le “scuole per i genitori”, che svolgeva un ruolo didattico piuttosto che di formazione pratica. Nel Coaching Familiare la famiglia è formata sui valori e responsabilità in modo più gentile ed efficace.
 
Cos’è che l’ha portato a scegliere di adottare e promuovere il Coaching Familiare?
Il nostro Centro Internazionale di Coaching lavora dal 2009 con il metodo ontologico trasformazionale I.T.L.C.® (Inspirational Tripartite Life Coaching). Abbiamo acquisito delle buone competenze per quanto riguarda l’orientamento del Life Coaching, l'applicazione del metodo agli ambiti delle risorse umane  e dello squilibrio emotivo e blocchi delle potenziali capacità. 
Da un anno, abbiamo deciso di lavorare con le famiglie, dato che spesso si dice che sono il “primo nucleo della società”. Tuttavia, nonostante siano considerate tali, spesso, il budget e le strategie statali lasciano loro all'ultimo posto. Il nostro Team si è proposto di sviluppare tutto quello che ha a portata di mano per lavorare con le famiglie in un modo più efficace e crede che il Coaching abbia gli strumenti per rispondere a questa mancanza.
 
Potrebbe raccontare un episodio familiare specifico in cui il Coaching Familiare ha contribuito a trovare la chiave di volta del cambiamento di quel particolare nucleo?
Uno degli episodi che vorrei condividere è quello che ho vissuto con una famiglia all'inizio di quest'anno: abbiamo individuato un blocco nella comunicazione tra marito e moglie e poi fra genitori e figli. Abbiamo potuto stabilire alcuni incontri con il gruppo familiare e altri individuali. Logicamente ci sono stati dei momenti critici, ma quando i figli hanno iniziato a notare dei cambiamenti nell'assertività dei genitori, anche loro hanno voluto assumersi la responsabilità di cambiare. Sono riusciti a migliorare la comunicazione e sono usciti dal sistema che gli bloccava (una falsa timidezza) per manifestare la libertà, sia individualmente che come gruppo familiare. Oggi è una famiglia che in pochi mesi è riuscita a migliorare il dialogo e ha ampliato la sua rete sociale. 
 
Articolo di Roberta Postorino
Pubblicato per gentile concessione della Cooperativa sociale Artisticamente Onlus (www.artisticamenteonlus.it)
 

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