La storia del contadino e della farfalla

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A volte, tutto quello che desideriamo è avere una vita senza problemi, riuscire a raggiungere i nostri obiettivi senza troppa fatica, insomma: ottenere risultati senza alcuno sforzo. Tale desiderio è la peggiore maledizione che possiamo augurare a noi stessi. Oggi voglio condividere con Voi “La storia della farfalla”, una metafora che, a chi è disponibile ad ascoltare/si, può offrire innumerevoli spunti di riflessione.

Un giorno un contadino, riposandosi sotto un’ombra al termine di una giornata sfiancante, si accorse di un bozzolo di una farfalla. Il bozzolo era completamente chiuso ad eccezione di un piccolo buchino sulla parte anteriore. Incuriosito, il contadino osservò attraverso il piccolo buchino, riuscendo ad intravedere la piccola farfalla che si dimenava con tutte le sue forze. Il contadino osservò a lungo gli sforzi eroici dell’elegante bestiolina, ma per quanto la farfalla si sforzasse per uscire dal bozzolo, i progressi apparivano minimi. Così, il contadino, impietosito dall’impegno della piccola farfalla, tirò fuori un coltellino da lavoro e delicatamente allargò il buco del bozzolo, finché la farfalla poté uscirne senza alcuno sforzo.

A questo punto accadde qualcosa di strano. La piccola farfalla, aiutata ad uscire dal bozzolo, non aveva sviluppato muscoli abbastanza forti per potersi librare in aria. Nonostante i ripetuti tentativi, la fragile farfalla rimase a terra e riuscì a trascinarsi solo a pochi centimetri dal bozzolo, incapace di fare ciò per cui la natura l’aveva fatta nascere. Il contadino si accorse del grave errore fatto ed imparò una lezione che non dimenticò per il resto della sua vita: “Attraverso le difficoltà la natura ci rende più forti e degni di realizzare i nostri sogni.”

Vi racconto perché oggi mi sento fiera del cammino di vita che sto facendo e perché ogni giorno benedico le sofferenze e difficoltà che nel corso della mia esperienza di vita ho dovuto superare e che ancora certamente devo affrontare, certa però che ogni cosa ha un senso e che le mie buone intenzioni segneranno la strada da perseguire e mi daranno la possibilità di vivermi pienamente anche la gioia. Non che mi piaccia soffrire o che mi auguri la sofferenza! La cosa a cui auspico è semplicemente vivere a pieno la mia via, mi auguro “presenza” la capacità di essere presenta a me stessa, all’ambiente che vivo e nelle relazioni che instauro. Un tempo non lontano il mio approccio ai problemi era di annichilimento, una grande sensazione di impotenza e castrazione, problema chiamava problema, pensiero negativo determinava negatività fino a determinare una condizione di vita e uno stato mentale fortemente concentrato sul “problema” e sulla estraneità alla vita. Ad un certo punto ho voluto dare una svolta alla mia vita cercando gli strumenti che più di tutti mi potevano aiutare a guardarmi dentro senza timore, ad avere e trovare il coraggio di essere presente ai problemi e alla mia vita, che fortunatamente andava molto oltre i problemi.

Quando siamo concentrati sul problema non siamo più presenti a noi stessi e l’immenso universo si stringe inesorabilmente intorno al problema come un vortice in grado di rubare l’infinito all’infinito e circoscriverlo in tempi e spazi limitati e limitanti. Il coraggio di non farmi più vittima del problema e la determinazione di comprendere cosa mi volesse comunicare ogni singola esperienza e l’insieme di esse mi porta oggi ad essere serena, mi porta ad essere pienamente presente nella mia vita e a dare ad ogni cosa il giusto peso ma soprattutto mi da la possibilità di ri-affidarmi all’infinito e confidare sulla possibilità che anche i problemi sono soggetti alla legge dell’evoluzione, del mutamento e trasformazione. Oggi mi sento PRESENTE come MADRE, come MOGLIE, come DONNA, come PROFESSIONISTA. Oggi dico grazie alla vita, benedico i problemi e le difficoltà che ho superato e le gioie che ho vissuto. Oggi sento che la possibilità di crescere e di evolvermi è un’esperienza che va oltre il dolore, una gratificazione tale da non temere nessun fantasma. Da madre mi viene da utilizzare la metafora del parto .. se la gioia immensa di avere un figlio ti dà la forza di superare il dolore fisico e di riprovarci consapevolmente ... la gioia della presenza a te stessa ti dà la forza di sostenere pesi e superare le difficoltà. Oggi, grazie a me stessa e all’aiuto cercato e ricevuto, mi posso ritenere una persona fortunata non certo perché io non abbia delle difficoltà ma semplicemente perché ho imparato, con fatica e auto-educazione, a non farmi soprassedere dalle innumerevoli difficoltà e a mantenere viva la mia esistenza e la mia anima, a riuscire a sentire il dolore ma anche la gioia. La mia forza è la presenza a me stessa, la capacità di non tradire la mia indole e la mia natura insieme alla capacità di accettare i cambiamenti e le evoluzioni personali.

Attraverso le asperità si arriva alle stelle. Seneca era ben consapevole di come le difficoltà fossero in grado di forgiare il carattere di un essere umano. Tale principio ha validità universale. I diamanti si formano nelle viscere della Terra, sottoposti a pressioni inimmaginabili; le specie animali sopravvivono adattandosi alle difficoltà del loro habitat; le fibre muscolari crescono solo grazie a micro-lacerazioni.

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