FAQ

Cosa si intende per “Attestato di frequenza”?

Il rilascio dell’attestato di frequenza avviene, dopo la chiusura delle attività frontali di un corso di formazione di durata anche breve.
E’ ottenuto dal corsista in uscita dall’esperienza formativa a seguito della verifica, da parte dell’Ente erogatore e/o degli Organi territoriali competenti in caso di formazione finanziata da Fondi Pubblici, del raggiungimento o superamento della percentuale minima fissata per la frequentazione delle lezioni da parte dell’allievo.

Come si ottiene una “Qualifica professionale”?

Il rilascio della qualifica professionale non è subordinato soltanto alla frequentazione del corso di formazione da parte dell’allievo (che non deve aver superato il margine di assenza consentito), ma anche al suo superamento delle prove di verifica dell’apprendimento previste per l’esame finale.
Qualora si tratti di un corso finanziato dalla Regione Siciliana, la normativa attualmente in vigore prevede che il certificato di qualifica professionale debba essere vidimato e repertoriato dall’Amministrazione Regionale.

A cosa serve la “Dichiarazioni delle Competenze”?

Il rilascio della dichiarazione delle competenze può avvenire, ove previsto, anche congiuntamente a quello dell’attestato di frequenza e/o della qualifica professionale e/o di altri documenti ad essi assimilabili.
La redazione e la consegna del certificato attestante avviene a conclusione delle attività frontali di un percorso formativo che l’allievo interessato abbia frequentato in misura non inferiore a quanto previsto in modalità percentuale rispetto al monte orario totale della formazione erogata.

La frequenza ai corsi di formazione è obbligatoria?

Perché al termine dell’erogazione di un percorso formativo possano essere rilasciati l’attestato o la certificazione previsti, è necessario che vi sia obbligatorietà della frequentazione, ai fini dell’ottenimento della relativa attestazione, viene definita preventivamente rispetto alla fase attuativa, ovvero all’atto della progettazione dei piani formative, e si calcola in modo percentuale rispetto alla durata dell’intero percorso.

Come viene applicato il “Diritto-Dovere all’istruzione e alla formazione” in Italia?

La Legge n. 53 del 2003 ha riformato il sistema didattico-educativo, ridisegnando ed ampliando l'obbligo scolastico (prima pari a 9 annualità) e l'obbligo formativo, per assicurare a tutti il diritto-dovere all'istruzione ed alla formazione per almeno 12 anni o comunque fino al conseguimento di una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età.

Come si può riconoscere la qualità nella formazione?

Non tutti gli Enti di formazione sono in possesso di apposite Certificazioni di Qualità che attestino il modus operandi dei loro servizi; molti erogano le loro attività presso sedi che non presentano i requisiti minimi previsti ai fini della richiesta di accreditamento.
Per orientarsi tra le proposte formative (sia offerte privatamente che mediante l’utilizzo di Finanziamenti Pubblici), non basta saper valutare il proprio interesse all’indirizzo disciplinare di un corso.